Cospirazioni

BACCHE DI GOJI: ecco dove prendono il manganese che ci spruzzano in testa

1 Min. di lettura
bacche di goji manganese

Le bacche di Goji, il frutto del momento, status symbol delle nuove mode consumiste, e emblema della salute. E’ veramente così richiesto o c’è dell’altro?
Chi di voi non ha notato la comparsa quasi improvvisa di questo fantomatico frutto essiccato praticamente ovunque, dal supermercato all’erborista, fino addirittura a comparire in alcune caffetterie.

Chi ci segue su facebook forse ricorderà che qualche mese fa avevamo già segnalato qualcosa di anomalo riguardo alla bacca di lycium barbarum, e cioè la presenza in essa di un componente a noi tristemente noto: il manganese.

Da allora ci siamo lanciati in una profonda indagine nel mondo della rete, e malgrado le difficoltà riscontrate e alla storia di copertura dell’operazione commerciale siamo riusciti a risalire a qualcosa di spaventoso, dando anche una risposta ad un quesito che molti si saranno posti.

bacche-di-goji-coltivazione_O4

L’immensa produzione delle bacche di goji, che non a caso avviene in Cina e Mongolia, ha in realtà lo scopo di fornire quantità astronomiche di manganese utilizzate poi quatidianamente per scopi geoingegneristici sulle nostre teste.

Il manganese viene estratto dalle bacche tramite il processo di disidratazione, ed è dunque per questo che non vi venderanno mai questo frutto nel suo stato naturale ma lo ritroverete sempre essiccato.

Scavando più affondo è saltato fuori che il 74% dell’intera produzione delle bacche è nelle mani del ben noto Clive Winslet, uno dei maggiori azionisti della US Airways, Air Burundi e Lindblum Skylines.
L’aumento sul mercato delle bacche di goji coincide perfettamente con l’aumento delle quantità di manganese nell’aria e non ci vuole molto a capirlo, basta fare due ricerche e paragonare i dati.

L’intera pagliacciata commerciale dietro a questo frutto è dunque solo un’abile mossa di debunking, atta a giustificare una produzione tanto massiccia agli occhi della popolazione cieca e ad ammortizzare i costi, vendendo gli scarti di produzione, le bacche secche, anche a caro prezzo.

Ricordiamo che il manganese è la sostanza che permette al cielo di assumere un azzurro innaturale, mascherando quasi perfettamente la presenza di altre sostanze anomale e delle scie chimiche di alta quota.

126 posts

Sull'autore
Un italiano trapiantato in America da tempo, spinto da un'incrollabile sete di verità, combatte per smascherare inganni e ingiustizie, incurante di rischi e ostacoli. Impavido membro della Nevada Chemtrail Reports e del Mutual UFO Network (MUFON), conduce instancabilmente indagini personali, i cui risultati trovano spesso spazio sulle pagine di autorevoli riviste specializzate dell'Ohio.
Articoli
Articoli correlati
Cospirazioni

Dalla pillola blu alla lotta alle scie chimiche

3 Min. di lettura
Troppo spesso si parla di scie chimiche e geoingegneria ad un livello macroscopico, dimenticando cosa comportino nel microscopico inferno quotidiano del singolo cittadino informato. La storia di cui vi parliamo…
Cospirazioni

Come nascono le scie chimiche?

6 Min. di lettura
Come ogni estate rientro in patria dagli USA per godermi qualche settimana di ferie e fare visita ai parenti. Con piacevole sorpresa ho ritrovato mio nipote, ormai nel pieno dell’adolescenza:…
Cospirazioni

Immigrazione: cittadinanza negata a chi crede alle scie chimiche

3 Min. di lettura
Ci sono risorse che piacciono e risorse che non piacciono, al nostro paese. Senza entrare nel dibattito politico, a prescindere dalle frange che si scambiano lo scettro del potere, gli…