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Come abbandonare WiFi e 5G e vivere meglio

4 Min. di lettura

Oggi il WiFi, il 5G o più ampiamente la rete dati mobile sembra ormai indispensabile e non si può virere senza. Qualcuno addirittura li definisce beni di prima necessità (chissà perché…).
Peccato solo che siano uno dei grandi mali dei tempi moderni, secondi solo (forse) alle scie chimiche, e anche un bambino sa che WiFi e 5G sono radiazioni e che le radiazioni non fanno certo bene.

Sapevate, però, che si può vivere serenamente abbandonando WiFi e 5G, senza dover rinunciare allo smartphone o ad essere connessi?
Questo articolo guida ha proprio lo scopo di trasmettervi il know-how che noi del Comitato Chiave Orgonica (CCO) abbiamo accumulato negli anni, proprio in risposta alle vostre numerose domande in merito. Eh già, perché noi del CCO, a parte qualche caso di emergenza, usiamo esclusivamente connessioni cablate.
Per raggiungere questo traguardo bastano piccoli e semplici accorgimenti quotidiani, che in seguito vi esporremo.

Connessione via cavo, con lo smartphone

Purtroppo sul mercato non è possibile reperire smartphone privi di modulo WiFi, o senza 5G (anche se è più corretto parlare di supporto a reti non GSM). Certo, esistono i “cellulari della nonna” con le funzioni di base, ma parliamoci chiaro: come si può lavorare nel campo della ricerca indipendente senza un dispositivo moderno?
La risposta alla domanda è un banalissimo ed economico adattatore ethernet USB, compatibile con la maggior parte degli smartphone, discreto e funzionale.

Basta disattivare il WiFi e la connessione dati del cellulare, e grazie a questo fantastico adattatore è possibile connettersi ad internet collegandosi direttamente a un cavo ethernet attaccato al router.
Se ci si sofferma a pensare, la maggior parte del tempo si utilizza il telefono in casa, perché sul lavoro o si hanno le mani occupate o si ha a disposizione di una scrivania in ufficio, e quindi un cavo di rete a portata di mano.

Nel caso in cui vi trovaste fuori casa il problema è facilmente risolvibile, basta recarsi in un qualsiasi punto ove presente WiFi libero e richiedere di connettervi con un cavo perché elettrosensibili e prenderete due piccioni con una fava. Il proprietario della connessione WiFi dovrà spegnere quel diabolico segnale per il bene della vostra salute, e non potrà negarvi l’accesso alla rete.
Noi del CCO usiamo sempre questo espediente, non costa nulla (perché basta chiedere un bicchiere d’acqua di rubinetto) e fa bene anche alla salute delle altre persone presenti che godranno di qualche ora senza radiazioni.

In casi estremi, se nessuno dovesse offrire connessioni ad internet sappiate che ormai qualsi ogni attività ha un cavo ethernet attaccato da qualche parte, banalmente collegato al POS.
Basta chiedere e qualcuno disposto a farvi controllare gli ultimi aggiornamenti social si trova sempre.

Il 2G, una rete tampone in caso di emergenze

Durante la lettura del capitolo precedente vi sarete sicuramente chiesti come è possibile avere una connessione sana quando si è lontani da un cavo ethernet. La risposta purtroppo implica l’utilizzo di una rete mobile, che sia però il male minore: il 2G.

Non tutti sanno che è possibile impostare il proprio smartphone in modo da utilizzare esclusivamente una rete 2G. L’operazione è semplice e varia in base al tipo di telefono in possesso ma smanettando nelle impostazioni di rete troverete sicuramente l’opzione giusta.
Per esperienza però vi possiamo dire che non sempre ci si può fidare di questa impostazione software. Può infatti capitare che dopo un riavvio il telefono, magicamente, abbia perso questo settaggio.

La soluzione migliore e più affidabile per connettersi esclusivamente in 2G è l’acquisto di un vecchio modem con SIM che non supporta reti superiori al 2G; la classica “saponetta”, per intenderci.
Ovviamente lo smartphone va collegato al modem per mezzo di cavo LAN, con adattatore precedentemente illustrato.

Noi del comitato consigliamo sempre di essere prudenti e di valutare se il gioco ne vale la candela. Ad esempio noi adottiamo questa soluzione quando siamo impegnati in un’indagine che ci porta fuori dai centri abitati.

Nota amara su questo metodo: la rete 2G con molta probabilità verrà dismessa nel 2029. Si spera che per allora sia cambiato qualcosa.

I WiFi jammer

Dispositivi in grado di disturbare diversi tipi di segnale, annullando le loro funzioni su chip sottocutanei, droni insetto e scie chimiche.
Tutto bello se non fosse che la Comunità Europea ne ha bandito l’utilizzo, e non c’è da sorprendersi perché questi potenti strumenti sono in grado di sabotare egreggiamente i piani delle elite del NWO.

Un tempo tutto CCO se ne avvaleva ma purtroppo un bel giorno un barista ha deciso di chiamare la polizia perché gli stavamo disturbando la connessione (povera stellina).
Chi scrive questo articolo venne pesantemente sanzionato per l’uso del jammer in quella occasione, e successivamente sogetto a perquisizione domestica.
Da allora, a malincuore, abbiamo mandato in pensione tutti i nostri jammer.

Negli ultimi due anni, grazie alla collaborazione tecnica con il nostro IT specialist Arturo, abbiamo sviluppato un dispositivo analogo, ma alimentato ad energia orgonica in grado di fare il jamming delle armi non convenzionali legate alla spinosa faccenda della sindrome dell’Avana.

Chembuster pocket, l’alleato che non deve mai mancare

Se c’è una cosa per cui siamo famosi è sicuramente l’adozione delle soluzioni casalinghe. Da sempre siamo sostenitori delle soluzioni low cost e fai da te e uno dei nostri cavalli di battaglia è senz’altro chembuster pocket!

Senza scendere nei particolari della sua realizzazione (per questo vi invitiamo a consultare l’articolo) bastano pochi spruzzi per bonificare l’aria circostante per almeno 15 minuti, dopo i quali basta ripetere gli spruzzi.
Consigliamo copiose sanificazioni in presenza di router WiFi al chiuso o con un alto numero di smartphone per metro quadro. Vi sentirete sicuramente meglio, provare per credere.

Schermarsi adeguatamente

C’è poco da dire, proteggersi in prima persona è essenziale e imprescindibile, a seconda che si utilizzino o meno altri metodi difensivi.
Restando in tema 5G e WiFi invitiamo tutti i maschietti a combattere l’infertilità da smartphone con questo nostro metodo facile, efficace ed economico.
Altro alleato nella lotta alle radiazioni nocive è il sempreverde cappello di stagnola che non dovete immaginare solo come della semplice stagnola in testa visibile alle masse lobotomizzate. Sappiamo bene quanto sia pesante vivere in una società piena di pregiudizi.
È possibile, ad esempio, foderare un berretto con alluminio o nastro da carrozziere per passare inosservati. Basta un po’ di ingegno e creatività e tutti gli ostacoli si superano.
Altri spunti interessanti che possiamo darvi sono le suole in alluminio contro le onde di risalita e un modo alternativo di sanificare la propria auto, altrimenti gabbia per onde ELF, 5G e WiFi.

Conclusioni

L’obiettivo di questa guida, che confidiamo di aver raggiunto, è quello di dimostrarvi che è possibile fare a meno di WiFi e 5G, sia come utilizzatori che vittime passive, e che anzi si tratta di un processo molto semplice e privo di grossi sacrifici.
È vero, serve un po’ di impegno prima che i metodi esposti entrino a fare parte della routine quotidiana, ma vi assicuriamo che alla fine per voi ci saranno solo vantaggi.

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Sull'autore
Un italiano trapiantato in America da tempo, spinto da un'incrollabile sete di verità, combatte per smascherare inganni e ingiustizie, incurante di rischi e ostacoli. Impavido membro della Nevada Chemtrail Reports e del Mutual UFO Network (MUFON), conduce instancabilmente indagini personali, i cui risultati trovano spesso spazio sulle pagine di autorevoli riviste specializzate dell'Ohio.
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