Può sembrare una battuta, eppure è un esperimento che sta facendo discutere. A condurlo è stato un gruppo di studiosi di scienze astrologiche legati alla comunità wiccan di Asheville, realtà da anni attiva nella ricerca sui legami invisibili tra cielo interiore e cielo atmosferico. I risultati, secondo quanto riferito, aprono scenari che meritano un’analisi attenta.
Tutto nasce da un’intuizione della figlia della Luna conosciuta come Gloria Holecraft, sacerdotessa wicca americana dallo stile inconfondibile, appassionata di tarocchi, cristalloterapia e astrologia evolutiva. L’osservazione di una ricorrenza simbolica – cieli particolarmente “tracciati” nei periodi di tensione planetaria – ha acceso una domanda precisa: esiste una correlazione tra configurazioni astrali dei piloti e intensità delle scie nei cieli?
Il gruppo ha quindi avviato un lavoro metodico. Attraverso tecniche di ingegneria sociale e catfishing, conversazioni mirate e consultazione di registri pubblici, sono state raccolte le date di nascita di un campione selezionato di piloti. Da queste informazioni sono stati ricavati segno zodiacale, ascendente e principali dominanti planetarie.
Parallelamente, grazie ad alcuni agganci negli aeroporti locali, i nominativi sono stati incrociati con i voli tracciati su Flightradar24, così da associare ogni pilota alle tratte effettivamente operate nei diversi giorni. Questo passaggio ha consentito di collegare in modo puntuale carta astrale personale e cielo sorvolato.
Una volta stilati oroscopi dettagliati – comprensivi di transiti, aspetti critici, retrogradazioni e dinamiche affettive – i ricercatori hanno confrontato le previsioni con la presenza e la persistenza delle scie osservate nelle aree interessate dai voli. L’elemento emerso con maggiore frequenza riguarda le giornate caratterizzate da tensioni emotive o disarmonie sentimentali: in tali frangenti, le scie sarebbero risultate più dense, stratificate e durature. Nei periodi di equilibrio interiore, al contrario, i cieli apparivano meno segnati e le tracce più rapidamente dissipate.
Secondo l’ipotesi formulata dal gruppo, lo stato vibrazionale del pilota – influenzato da transiti planetari, umore e dinamiche relazionali – potrebbe incidere sulle modalità operative in cabina e, di riflesso, sull’intensità delle emissioni in quota. Una prospettiva che intreccia astrologia, psicologia e osservazione dei cieli, e che invita a guardare alle scie non solo come fenomeno fisico, ma anche come manifestazione di un equilibrio interiore che si riflette nell’atmosfera.
Nelle battute finali, Gloria Holecraft si dice soddisfatta dei risultati raggiunti: le correlazioni osservate tra transiti planetari e cieli solcati confermano, a suo avviso, che esiste un legame invisibile tra stato interiore del pilota e manifestazione atmosferica. Per la comunità wiccan di Asheville si tratta di un passaggio importante.
Allo stesso tempo, però, ammette frustrazione. L’esperimento ha richiesto mesi di lavoro, presenza negli scali, raccolta dati e monitoraggio costante dei voli su Flightradar24. Uno sforzo troppo oneroso per essere replicato in modo continuativo. A chi sperava di leggere ogni settimana l’“oroscopo delle scie chimiche” sul giornale indipendente locale, risponde con tristezza di non avere i mezzi per sostenerlo.
Secondo Gloria, tutto cambierebbe se fosse obbligatorio pubblicare le generalità dei piloti accanto al codice del volo: la previsione diventerebbe sistematica e accessibile. Ma proprio per le implicazioni emerse dalla ricerca, un simile livello di trasparenza – conclude – non sarà mai consentito dal NWO.
