L’affezione alle siringhe e alle punture è in costante calo nell’italiano medio, che preferisce sempre più rimedi omeopatici e alternativi. L’NWO si è trovato in difficoltà a inoculare microchip sottocutanei nella popolazione: quando è possibile si ricorre alle anestesie ospedaliere o a trucchetti vari, ma per un’azione di massa serve qualcosa di più popolare. Già da qualche anno sappiamo che gli assorbenti intimi femminili hanno attirato l’attenzione del NWO quali veicolo di trasmissione per metalli pesanti. Questo per diversi motivi: apparentemente innocui, praticamente indispensabili, entrano a diretto contatto con l’interno del corpo umano. Purtroppo le denunce da parte nostra e di altri attivisti del settore non hanno avuto corso per la solita stupidità della gente che anziché prendere i nostri articoli sul serio inizia a deriderli, ed è così che i poteri forti se ne approfittano.
È notizia di queste settimane infatti che in America le utilizzatrici degli assorbenti intimi femminili di marca O’Keefe hanno intrapreso una class action contro l’azienda produttrice. Tutto ciò è partito da una morte sospetta, tale Jess Weixler, allergica all’elettricità. Jess era molto attenta al suo stile di vita, viveva in una casa senza luce e nei rari momenti in cui doveva uscire vestiva sempre un abito in alluminio protettivo. John Hensley, l’amico del cuore che si occupava di fare la spesa per lei la trovò un giorno riversa a terra morente, con abbondante sanguinamento vaginale. Il suo occhio sveglio notò in mezzo a tutto quel sangue un piccolo microchip, cosa impossibile visto che Jess si guardava bene dall’utilizzare qualsiasi attrezzo elettronico. Fu così che l’indagine indipendente di John si focalizzò su un nuovo assorbente interno che aveva comprato per Jess l’ultima volta: acquistandone una nuova confezione e analizzandola con un microscopio a scansione, scoprì che al suo interno nascondeva nanotubi polimerici in silicone, che a contatto con la parete vaginale venivano espulsi consentendo al microchip di attaccarsi alla pelle come dei denti.

O’Keefe è una marca nuova di prodotti intimi femminili, ma che in poco tempo ha conosciuto un ottimo riscontro di vendite, molto strano dato che l’azienda è praticamente nuova sul mercato e non si conoscono i suoi dirigenti, che preferiscono non commentare e mantenersi nell’anonimato. I giudici hanno insabbiato il caso, preferendo nascondersi dietro spiegazioni semplicistiche e incastrando l’innocente John: per loro infatti sarebbe stato proprio lui l’autore dell’omicidio di Jess, causato da un rapporto sessuale con vibratore elettrico al quale lei era allergica. Ora John si trova in carcere, in attesa di sentenza definitiva.
Se prendiamo per vera l’indagine di John, che a noi del Comitato Chiave Orgonica sembra molto più sensata di quella ufficiale, ci viene sponanea una domanda: e per i maschi? Saranno inventate supposte spacciate per integratori di benessere? Ai posteri l’ardua sentenza.