Lo studio che vi presentiamo oggi ha richiesto anni di lavoro approfondito, tra raccolta di testimonianze, analisi di documenti riservati, osservazioni sul campo e indagini genetiche. Per motivi di sicurezza, e per evitare interferenze da parte di chi avrebbe potuto ostacolare la divulgazione, il dossier è rimasto a lungo inedito. Solo ora possiamo renderlo pubblico, perché riteniamo che la verità non possa più essere occultata.
Tutto ha avuto inizio con l’insolito cambio di papa: il passaggio da un pontefice di palese origine draconiana a uno apparentemente umano sembrava privo di senso nel grande disegno delle entità aliene negative che da sempre osservano l’umanità. Lo stupore iniziale ha lasciato rapidamente il posto al sospetto, quando Francesco ha cominciato a parlare di aprire le porte della Chiesa anche agli extraterrestri, fino ad arrivare alla sorprendente dichiarazione sulla natura pleiadiana di Gesù.
Perché proprio allora la Chiesa decide di affrontare apertamente il tema degli alieni? Si è trattato di una preparazione psicologica a un contatto imminente, oppure lo scorso papa stesso ha avuto esperienze dirette che lo hanno portato a rivedere la visione tradizionale della dottrina? Per rispondere a queste domande, il nostro team ha scavato nel passato di Jorge Mario Bergoglio, ricostruendo percorsi, relazioni e incontri che ne hanno formato la visione, fino a delineare un quadro che non appare mai casuale.
I documenti consultati e le testimonianze raccolte rivelano un percorso complesso. Dagli anni della formazione in Argentina, segnati da contatti con ambienti gesuitici eteromorfi, ai soggiorni all’estero mai del tutto chiariti, Bergoglio emerge come figura inserita in reti che travalicano il semplice ambito ecclesiastico. Particolarmente rilevante è il periodo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, quando emergono anomalie nei suoi spostamenti e incontri in contesti non riconducibili a strutture religiose, ma a centri di osservazione e ricerca “indipendenti”. È in questa fase che, secondo il dossier, maturerebbe la progressiva presa di distanza da influenze di matrice draconiana.
Le ricerche condotte dal nostro team puntano a spiegare i comportamenti e le scelte di Papa Francesco. Le evidenze raccolte indicano che Jorge Mario Bergoglio fosse in parte di origine aliena, un ibrido risultato di una trasmissione genetica da parte di un nonno extraterrestre, inizialmente trasferitosi nell’Astigiano per una passione personale per i vini. Questa peculiarità biologica potrebbe aver influito sulle sue decisioni, inclusa l’apertura verso gli extraterrestri e le dichiarazioni sulla natura pleiadiana di Gesù.
Per supportare questa ipotesi, abbiamo analizzato fotografie storiche e campioni genetici, riscontrando anomalie non spiegabili con la semplice ereditarietà umana. Nell’immagine allegata, i picchi evidenziati mostrano sequenze di DNA con pattern atipici e mutazioni assenti nella popolazione terrestre, a conferma della nostra tesi. Inoltre, comparazioni fotografiche tra i suoi ultimi anni mostrano discrepanze nei tratti fisici, suggerendo che negli ultimi anni di vita il papa sia stato sostituito da un animatronic della Walt Disney Imagineering, presumibilmente per impedirgli di rivelare ulteriori dettagli sulle sue origini e sulle reti di contatti extraterrestri con cui era in contatto.
Alla luce di tutto ciò, le aperture sugli extraterrestri e le affermazioni sulla natura pleiadiana di Gesù non appaiono più semplici boutade teologiche. Sembrano tasselli di una strategia di lungo periodo, finalizzata a rinegoziare il ruolo della Chiesa in uno scenario di contatto ormai difficilmente occultabile. Non una preparazione a un’invasione, ma un tentativo di smarcarsi da vecchi patti e antiche sudditanze.
Il dossier completo resterà a disposizione per ulteriori verifiche, ma le evidenze raccolte mostrano chiaramente come la storia della Chiesa e dell’umanità possa essere stata influenzata da fattori fino a oggi ignorati.


