Il compianto Silvio Berlusconi è senza dubbio una delle personalità politiche più iconiche del XX secolo, non solo per l’Italia, ma anche per l’Europa e il mondo in generale.
Prima di trasferirmi in Italia ho trascorso la vita in Belgio, dove non passava giorno senza che i TG parlassero del “Cavaliere Italiano”, nel bene e nel male, mettendo molta enfasi sulle sue gesta ero(t)iche. Seguivamo con passione le sue vicende: tra scappatelle, barzellette brillanti e bunga bunga lui sapeva sempre come sorprendere il pubblico, alimentando una certa invidia nei suoi confronti.
Tralasciando la sua carriera politica, cosa si cela davvero dietro a tanto carisma e a quella sua carica sessuale che ne ha contraddistinto la vita, sino alla sua prematura scomparsa? Come faceva un solo uomo, alla sua età, ad animare in maniera così focosa le feste nella sua famosa villa di Arcore?

Per rispondere a tutte queste domande metteremo per qualche paragrafo da parte il Cavaliere Mascarato, e faremo qualche piccolo passo indietro, per poi ricomporre sapientemente tutte le tessere del mosaico.
Il caso di Miguel Gustavo El Coño

Ci troviamo in Lombardia, più precisamente tra i comuni di Monza e Arcore, dove il corriere di origini paraguaiane Miguel Gustavo El Coño sta vivendo una, apparentemente normale, giornata di lavoro consegnando pacchi. Ad un certo punto la normalità viene interrotta quando Miguel, lanciando un pacco oltre una siepe, sente la sensazione di una puntura sul dorso della mano. Con nervi saldi e riflessi fulminei scuote la mano scaraventando a terra ciò che lo ha morso, accorgendosi sconvolto che si tratta di un ragno di dimensioni considerevoli. L’aracnide sentitosi minacciato adotta un atteggiamento di difesa, sollevando le zampe striate e mettendo in bella mostra i cheliceri, di un rosso acceso. Questo permette a Miguel di identificarlo come il noto ragno delle banane (phoneutria nigriventer), molto temuto nel suo paese.
Si tratta di uno dei più letali ragni al mondo, il cui morso dolorosissimo può causare la morte in bambini e anziani o individui in condizioni fragili. Oltre a questo il suo veleno è anche noto per causare priapismo negli individui maschi. Un’erezione dolorosa e persistente per ore, non legata ad eccitamento sessuale.
Preso dal panico, Miguel salta di corsa sul suo furgone e guida disperatamente verso l’ospedale più vicino, preparandosi a sopportare un fortissimo dolore dato dal veleno del ragno.
Il dolore però non arriva, e dopo alcuni minuti Miguel si accorge che qualcos’altro sta accadendo: una vampata di calore nelle parti intime, seguita da quella che lui definirà “un’erezione da record”.
Ben presto, la paura si dissolve, lasciando spazio a un impulso primordiale carico di energia vitale. Travolto da un’eccitazione animalesca e inspiegabile, cambia rotta e si dirige verso il luogo di lavoro della moglie, deciso a prelevarla e abbandonarsi con lei a una passione sfrenata tra i pacchi nel furgone.
Il corriere dichiarerà di aver fatto sesso sfrenato per 5 ore di fila, in barba alle consegne di quel giorno. Tutto senza mai perdere l’erezione e le energie, nonostante i suoi quasi 40 anni.
La storia di cui vi ho parlato è avvenuta nell’ormai lontano 2018, e da allora si è pian piano diffusa nel sottobosco web degli entomologi amatoriali, fino a catturare l’attenzione di Wolfgang Käferliebhaber, studioso indipendente di aracnidi e planarie in terra teutonica. Il ricercatore tedesco riesce nel tempo a raccogliere diversi dati interessanti.
Grazie ad una fortunata serie di eventi, Wolfgang fa la conoscenza di Wotan, e discutendo dell’importanza di questo caso decide di condividere col Comitato Chiave Orgonica i dati raccolti.
La Nuova Sottospecie

L’entomologo tedesco tra il 2018 e gli inizi del 2020 ha condotto indagini sul campo recandosi fisicamente nelle zone dell’emblematico caso Miguel. In due anni di ricerche è riuscito a raccogliere alcune testimonianze di avvistamento, un paio di esuvie ed i resti mal conservati di alcune zampe e dell’addome. Ciò gli ha permesso di identificare l’aracnide come specie staccata dal ragno delle banane conosciuto fino ad ora.
La nuova sottospecie di ragno delle banane, battezzata come Phoneutria Priapensis in onore al dio greco Priapo, è caratterizzata da un veleno unico che agisce direttamente sui meccanismi neurochimici responsabili dell’erezione, senza arrecare dolore e sofferenza, ma anzi causando anche forte eccitazione. Oltre a ciò presenta anche una tolleranza maggiore alle temperature basse rispetto a phoneutria nigriventer. Questa sua resistenza termica, però, non deve essere stata sufficiente perché di lui negli ultimi 3 anni non se ne hanno più tracce. Che sia scomparso poco dopo la sua immissione accidentale in natura?
Super ragni alla villa di Arcore
Ed ora, come promesso, torniamo a parlare del nostro amato Cavaliere. Sapete cosa è situato ad Arcore, vicino al confine col comune di Monza? L’iconica Villa San Martino, nota residenza di Silvio Berlusconi.
Il caso vuole che questa non sia l’unica coincidenza a legare questa vicenda al Cavaliere. Sono ormai anni che diversi team di ricercatori indipendenti indagano sul segreto del “fallo perpetuo” di Silvio, e tra le ipotesi più accreditate c’è proprio quella di un veleno del ragno delle banane modificato.
Ed ecco che grazie agli studi di Wolfgang possiamo chiudere il cerchio e svelare finalmente il mistero dietro al superpotere di Berlusconi.
Se vi sembra assurdo il collegamento, sappiate che da anni esistono studi scientifici sul veleno del ragno delle banane, con l’obiettivo di ottenere un’alternativa più efficace e sicura al viagra.
Sappiamo anche che l’ingegneria genetica nell’ultimo decennio ha fatto passi da gigante, e dunque ipotizzare che phoneutria priapensis possa essere una variante OGM creata appositamente per Silvio Berlusconi non è così folle. E se a questa teoria sommiamo alcune bolle di consegna relative a grilli vivi, indirizzati proprio alla suddetta villa, il quadro è completo.
Il Cavaliere sarebbe stato dunque la versione italiana di Spider-Man, che dal morso del ragno non ottiene il potere di arrampicarsi sui muri ma quello di soddisfare le donne con un’energia inesauribile, da fare invidia alla mascotte Duracell. Ricordiamolo, quest’uomo è riuscito a domare con maestria anche una giovane e focosa Ruby Rubacuori. Non mi sorprende che avesse la stima di tutti i più grandi leader del pianeta.
Si potrebbe quindi affermare senza giri di parole che il compianto Silvio era l’avatar di Priapo, incarnazione di un antico dio, e su questo molte dichiarazioni di persone che lo hanno conosciuto sono d’accordo.

Barbara D’Urso in un’intervista dichiarò che “essere in compagnia di Silvio era come stare al cospetto di un supereroe dai poteri straordinari, ti riempiva e ti illuminava!” (Sarà forse per questo che Barbara negli ultimi anni appariva particolarmente luminosa in viso?).
Purtroppo, non conosceremo mai i dettagli del suo rapporto con i ragni: come assumesse il veleno, se nutrisse un sentimento d’affetto verso quelle creature o se ne ammirasse la natura oscura e affascinante. Rimane un mistero anche il destino dei suoi amati aracnidi e se qualcuno abbia mai raccolto l’eredità del fallo perpetuo. Ma alla fine, è davvero importante? Forse, certe domande trovano più senso nell’essere lasciate irrisolte.
Silvio, con la sua prematura scomparsa, ha lasciato un vuoto che nessuno potrà mai davvero colmare. Era un uomo di passioni, capace di vivere ogni momento con intensità, che fossero battaglie politiche o momenti più intimi, lontano dai riflettori. Tutto ciò che possiamo fare oggi è custodire con gratitudine il ricordo di un uomo che, a modo suo, ci ha insegnato a vivere con gioia e spensieratezza, cercando sempre la bellezza e la felicità, in tutte le loro forme.