Ho sempre sentito che il colon non fosse soltanto un condotto da ripulire, ma una sorta di archivio vivente delle nostre emozioni, delle nostre paure e delle nostre memorie più profonde. La medicina convenzionale propone soluzioni spesso invasive e fredde, come la colonscopia tradizionale: strumenti metallici, luci abbaglianti, un approccio che rischia di ridurre il corpo a macchina. Io invece credo che il corpo vada ascoltato, rispettato e persino onorato. Da qui è nata la mia pratica con i clisteri di Acqua Diamante, che considero oggi una vera e propria colonscopia etica e naturale.
Che cos’è l’Acqua Diamante
L’Acqua Diamante è un’acqua “viva” e “informata”, capace di memorizzare intenzioni ed energie. Viene considerata un’acqua speciale perché, a differenza di quella comune, mantiene nel tempo le informazioni che le vengono trasmesse attraverso la parola, il pensiero o la meditazione. Si dice che sia in grado di amplificare la vibrazione positiva della persona che la utilizza, favorendo processi di purificazione e armonizzazione interiore.
Non si compra: si riceve in dono da chi già la possiede, perché può essere moltiplicata semplicemente aggiungendo poche gocce a un recipiente d’acqua comune. In questo modo, diventa uno strumento non solo di benessere personale, ma anche di condivisione e consapevolezza collettiva.
Come preparo il mio rituale

Scelgo un momento di quiete, in cui so che nessuno mi disturberà. Preparo la mia sacca da clistere con Acqua Diamante pura, senza aggiungere nulla: non serve, perché questa acqua è già carica di informazioni e vibrazioni. Prima di iniziare accendo una candela e mi connetto interiormente con l’idea di lasciar andare ciò che non serve più. Il clistere non è solo un atto fisico, ma un dialogo interiore.
Sdraiata sul fianco sinistro, lascio che l’acqua entri lentamente. Non forzo mai il processo: è come se l’acqua scegliesse da sola la sua velocità. Durante questi minuti mi concentro sul respiro e spesso percepisco immagini, ricordi o intuizioni che affiorano. È come se l’acqua mi parlasse dall’interno, raccontandomi storie dimenticate del mio corpo.
L’acqua che torna: un messaggio da leggere
Il momento dell’espulsione non è, come molti pensano, una fase di “scarto”: è piuttosto l’inizio della diagnosi naturale. Raccolgo l’acqua in un contenitore pulito e la osservo. Qui accade qualcosa di straordinario: l’acqua non è più la stessa che ho introdotto. È diventata un “documento vivente” del mio stato di salute.
Congelandola, i cristalli che si formano raccontano una verità profonda. Quando sono regolari e armoniosi, so che il mio corpo è in equilibrio. Quando invece appaiono fratturati, disordinati o irregolari, capisco che c’è qualcosa da sciogliere: tossine, blocchi energetici, emozioni represse.

Questa convinzione mi è stata ispirata dagli studi di Masaru Emoto, che dimostrò come i cristalli d’acqua riflettano le vibrazioni delle emozioni e dei pensieri. Se l’acqua può reagire a una semplice parola, immaginate cosa possa mostrare dopo aver attraversato un intero colon.
Una insolita degustazione
Per chi è più esperto, esiste un ulteriore livello di esplorazione: l’assaggio. Lo so, può sembrare insolito, ma degustare una piccola quantità dell’acqua evacuata permette di cogliere sfumature impercettibili. Il palato diventa un sensore: astringenze, retrogusti minerali, note dolciastre o amare raccontano di squilibri, di eccessi o di purificazioni già in atto. È un livello di ascolto che richiede sensibilità e pratica, ma può diventare straordinariamente rivelatore.
Perché la chiamo colonscopia etica
La colonscopia tradizionale introduce strumenti invasivi, mentre questa pratica introduce solo acqua viva e rispettosa. La medicina osserva attraverso sonde, io attraverso cristalli e note di sapore. Loro cercano anomalie, io cerco armonie. Per questo la definisco una colonscopia etica e naturale: perché non viola, non forza, ma accompagna e rivela.
Con l’Acqua Diamante, il corpo non è più oggetto di un’indagine, ma soggetto di un dialogo. L’acqua diventa ambasciatrice tra la materia e lo spirito, tra il colon e la coscienza.
