La vicenda di cui vi parlerò oggi ha davvero dell’incredibile. Per anni abbiamo creduto che le entità draconiane, note ai più come rettiliani, facessero spesa in supermercati lussuosi come Carrefour o Esselunga.
Mai avrei immaginato di incontrarne uno tra gli scaffali del discount più amato dagli italiani.
Attualmente mi trovo ad Agrigento, per una visita estiva ai parenti (come saprete vivo negli States), e qualche giorno fa mi sono recato all’Eurospin per comperare una bella anguria e varie ed eventuali, quando una donna ha catturato la mia attenzione.
All’apparenza, a un occhio poco allenato, poteva sembrare una banale turista ma il suo comportamento seguiva i ben noti schemi di cui abbiamo già parlato in passato.
Si aggirava schiva, evitando il più possibile il contatto con esseri umani, indossava grossi occhiali da sole scuri, e un abito largo. Si spostava tra i vari reparti in maniera disordinata, senza seguire il percorso che ogni buon essere umano tenderebbe a seguire. Sbirciando nel suo carrello della spesa tra le altre cose ho scorto carne cruda, pollo arrosto, uova, succo di melanzana Puertosol, zucchine, frutto del drago, latte di cocco, salsa piccante, gel per la pelle Near, una confezione da 8 di birra Best Bräu, integratori e vitamine.
A quel punto ero abbastanza certo della diagnosi e decisi di seguirla da debita distanza per avere la conferma definitiva.
Purtroppo non è semplice pedinare qualcuno in un ambiente circoscritto passando inosservati, ma grazie agli anni di esperienza sono riuscito a piazzarmi dietro di lei in fila alla cassa.
È a quel punto che ho notato, attraverso uno spacco del vestito sulla schiena, una pelle dal pattern inconfondibile, a squame.

Istintivamente con una mano ho estratto il telefono e con l’altra ho allargato il vestito per scattare la foto che potete osservare sopra.
Ammetto di aver sottovalutato le conseguenze di questa mia mossa, perché la rettiliana colta in flagrante mi ha subito urlato contro dandomi del maniaco. Di lì a poco avevo gli occhi di tutti puntati addosso.
Non sono però così ingenuo da non sapere che la verità sulle mie azioni avrebbe suscitato ancora più scalpore alle orecchie dei presenti. Ho quindi optato per un espediente: ho detto loro che mi era sembrato di vedere un ragno violino sulla schiena della donna.
Non so se tutti abbiano creduto a questa storia del ragno, fatto sta che dopo aver pagato mi sono allontanato velocemente dal discount e ho seguito un tragitto strategico per evitare potenziali pedinamenti. Se Mario Pitone fosse ancora in mezzo a noi sarebbe fiero di me.
Questo avvistamento rappresenta un primato nel suo genere e ci insegna che non possiamo mai abbassare veramente la guardia, nemmeno all’Eurospin, considerata zona sicura fino ad oggi.
Non sappiamo il motivo che ha spinto questa rettiliana a frequentare il discount, e probabilmente mai lo sapremo.
Che siano anche loro stati vittima degli spot pubblicitari sulla spesa intelligente? Vogliono dimostrare la loro superiorità intellettiva anche quando fanno la spesa?