Care lettrici e cari lettori, con questo articolo voglio, come al solito, scardinare uno dei tanti tabù che affliggono la società occidentale e mostrarvi come sia possibile vivere meglio mettendo in discussione uno dei capisaldi della nostra cultura: il gabinetto.
Affermo con enorme orgoglio che da diversi anni a casa mia il bagno è del tutto scomparso. L’ho fatto rimuovere e, in barba alla ditta di ristrutturazioni che mi guardava come se fossi matta (ho osato oppormi al pensiero comune, ma ormai ci sono abituata), la mia casa è diventata più ampia e la mia vita molto più naturale.
L’idea di rimuovere del tutto il gabinetto ha iniziato a balenarmi in testa circa 15 anni fa, quando mi resi conto che era una stanza che usavo davvero poco. Chi mi conosce sa che pratico urinoterapia in maniera assidua: quelli che per molti sono scarti del corpo, per me sono risorse preziose da impiegare sia per nutrire la madre terra, sia per arricchire la mia dieta. Inoltre, curo l’igiene personale in modo naturale, senza saponi industriali e senza l’acqua erogata dalla rete idrica.
A questo punto è facile immaginare come la rimozione della toilette non sia stata un sacrificio, ma una vera e propria liberazione!
I bisogni fisiologici
Il primo, grande scoglio da superare riguarda ovviamente i bisogni fisiologici o, per meglio dire, dove espletarli. Si tratta di un condizionamento sociale che ci viene impresso fin dalla tenera età e del quale prima ci liberiamo, meglio è. Se scappa si fa, punto. Non è affatto naturale che un essere vivente trattenga i propri bisogni per ore in attesa di trovare una toilette. È un’abitudine che fa male sia all’organismo sia alla psiche.
Io stessa ho subito questo condizionamento e impiegato anni per liberarmene. Oggi, se mi scappa mentre sono in giro, la faccio semplicemente e al massimo la raccolgo con un sacchetto se mi trovo in un luogo pubblico. È una pratica vista come sinonimo di civiltà quando riguarda i nostri cani: perché mai dovremmo fare distinzione quando coinvolge noi umani?
Fortunatamente non ho ripetuto l’errore di tanti genitori con mia figlia, nata quando in casa il bagno non c’era già più. È cresciuta senza pannolini, è sanissima e non nutre alcun tipo di pregiudizio verso i materiali prodotti dal suo corpo. Certo, da piccolissima è capitato che fosse particolarmente creativa con la popò, ma rientra nella naturale creatività dei bambini.
Tornando al tema dell’articolo, a casa mia non si spreca nulla. Raccolgo sempre l’urina e, se non la consumo fresca, la utilizzo in cucina, per pulire, come repellente per le zanzare o fertilizzante per l’orto. Le feci, quando non le sfrutto per reintegrare i nutrimenti, le lascio nella compostiera che ho in terrazzo, grazie alla quale ogni stagione ottengo ortaggi favolosi.
Con una routine quotidiana impostata in questo modo, oltre a non aver bisogno di un bagno, risparmio moltissimo in acqua corrente, carta igienica e prodotti chimici per la pulizia. E invece di dedicarmi a pulire la toilette, mi godo semplicemente una vita più naturale.
L’igiene quotidiana
Quanto sto per affermare sicuramente turberà la maggior parte di voi, ma l’igiene intima personale, per come ce la raccontano al giorno d’oggi, è uno dei più grandi inganni della società.
Fermatevi un attimo a riflettere: quale altro animale, escludendo l’Homo sapiens civilizzato, ha bisogno di sostanze chimiche comprate al supermercato per lavarsi, per giunta con frequenze degne di un disturbo ossessivo? La risposta è: nessuno. Anche a voler prendere come paragone le grandi scimmie a noi più vicine, nessuna di loro si lava i denti, fa la doccia o usa sostanze estranee per darsi una profumata. E se guardiamo alle popolazioni umane che vivono isolate in tribù, di certo non troviamo saponi o dentifrici.
Nella nostra società moderna, invece, la doccia è considerata un obbligo e il semplice atto di non farsi il bidet è punibile con l’allontanamento sociale. Non mi dilungherò oltre sull’argomento per non uscire dal tema di questo articolo, ma ce ne sarebbe da dire, e magari lo farò in un prossimo pezzo.
Assodato che l’igiene, per come la conosciamo oggi, è una forzatura sociale, è bene concentrarsi su questioni più serie: l’uso di saponi distrugge la naturale flora batterica del nostro corpo, causando di conseguenza cattivi odori.
Avevo già parlato in passato di come l’igiene orale convenzionale sia in realtà la causa dell’alito cattivo, e il principio alla base vale anche per l’odore di sudore e per qualsiasi altra “puzza” prodotta dal corpo. In realtà, il cattivo odore è dato da una flora batterica alterata o distrutta, che porta invece al proliferare di batteri negativi, veri responsabili dei miasmi. In aggiunta, determinati profumi emessi dal nostro organismo sono del tutto naturali e tipici della nostra specie. Non dobbiamo ripudiare il nostro odore naturale, ma, al contrario, imparare ad apprezzarlo.

A casa mia ci si lava soltanto quando si è veramente sporchi, ovvero quando ci troviamo ad avere sostanze estranee sul corpo, come ad esempio terra, polvere o nanoparticolato da scie chimiche. Per tutti questi casi ho una bella tinozza d’acqua sul terrazzo, nella quale spesso mi immergo per depurare il corpo e la mente.
Questa vasca da bagno alternativa è riempita per lo più dall’acqua piovana che il cielo ci regala, purificata con estratto di aceto di mele non pastorizzato e alcune gocce della mia personale acqua diamante. Amo lasciare la vasca sempre piena, in modo che diventi bioattiva e sviluppi alghe unicellulari che le donano un colore verde e che fanno tanto bene alla nostra pelle.
Conclusioni
Sono certa che, arrivati a questo punto, vi sarà senz’altro più facile capire il mio punto di vista quando ho preso la decisione di rimuovere il bagno da casa. Non ho vissuto la cosa come un sacrificio, ma come una semplice presa di coscienza verso una stanza per me poco utile: un piccolo spazio circoscritto che rappresenta benissimo le catene che la società ci impone fin dalla nascita. Io ho deciso di spezzare queste catene e oggi mi godo una vita libera da questo fardello fatto di ceramica, rubinetti e flaconcini.
Per me è stato facile, ma ammetto che per molte altre persone una scelta così sovversiva può risultare drastica. Ricordate però che anche il solo mettere in dubbio le leggi che ci vengono imposte può allentare le catene della nostra schiavitù.
Grazie allo spazio recuperato dalla rimozione del bagno ho finalmente trovato lo spazio giusto per conservare le mie preparazioni, dall’urina fermentata contro le zanzare, fino ai miei rimedi omeopatici detox.
