Sono passati ormai diversi anni da quando la ricerca di un ricercatore indipendente ha mostrato una seria correlazione tra bario, stronzio e accorciamento del pene maschile, tanto che ormai si tratta di una verità tristemente assodata.
Nessuno però, fino allo scorso anno, si era mai prodigato nel raccogliere dati sulla popolazione per dimostrare in modo incontrovertibile la correlazione tra scie chimiche e dimensioni del pene.
Grazie all’iniziativa indipendente “Natural Size Matter”, ricercatori di tutta Europa hanno effettuato migliaia di misurazioni sulla popolazione maschile. Per garantire la massima omogeneità dei dati è stato adottato uno standard unico: misurazione dall’alto dell’asta nel momento di massima erezione, utilizzando un righello rigido in acciaio scaldato a 35 °C per evitare shock termici. Un’operazione senza precedenti, condotta con tutti i crismi del caso.
Recentemente, ed è per questo che ne parliamo solo ora, tutti i dati raccolti nei vari paesi europei sono stati ripuliti, aggregati e analizzati, mostrando un quadro generale che ha dell’incredibile, ma che non sorprende troppo chi studia il fenomeno della geoingegneria in maniera seria. Nei paesi con il maggior numero di scie chimiche pro capite si riscontra una lunghezza dell’attributo maschile decisamente inferiore; al contrario, dove l’attività di geoingegneria è minima o assente, si registrano le dimensioni più notevoli.
Va premesso che i dati raccolti rappresentano una media e non implicano che tutti abbiano peni di tali dimensioni: possono infatti esserci eccezioni, sia in positivo (vedasi Rocco Siffredi) che in negativo.
Detto questo, il seguente grafico riporta i risultati otteniti.
Vi sarà senz’altro caduto l’occhio sul nostro povero Bel Paese, che da queste statistiche esce peggio di tutti con una media di appena 9,7 cm. Un dato ancora più significativo e allarmante arriva da Sanremo, città che notoriamente non vede più il sole da anni, dove la lunghezza media scende al preoccupante valore di 8,8 cm.
Come spiegare questi dati? L’Italia è il paese più irrorato al mondo e Sanremo, come denunciato per anni da un noto ricercatore indipendente, è la città con il più alto tasso di scie chimiche pro capite a livello globale.
Salta all’occhio anche la Russia, con un rispettabilissimo 17,8 cm di media, seguita dall’Ungheria che si aggiudica il secondo posto con 17,1 cm grazie allo “scudo” di Orbán. Sarebbe curioso effettuare nuove misurazioni in Ungheria tra qualche anno, ora che il buon Viktor è stato deposto dai poteri forti.
Se vi steste chiedendo come la densità di scie chimiche possa influire sulla grandezza dei genitali maschili, la risposta risiede in due elementi: il bario e lo stronzio.
Il bario ha proprietà costrittive sui muscoli, mentre lo stronzio ne blocca la crescita di volume. Combinandoli insieme si ottiene un lento e inesorabile restringimento del pene nel tempo.
Non sappiamo se l’interruzione delle scie chimiche possa riportare l’organo maschile degli italiani ai fasti di un tempo, ma questa mancanza di certezze non deve spingerci alla resa.
Studi come “Natural Size Matter” nascono proprio per risvegliare le coscienze e aprire gli occhi sui mali della geoingegneria. Il nostro compito è far sentire la nostra voce e denunciare le scie chimiche e i danni che arrecano, anche dove non batte il sole.

