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Il Piano Mastrota: l’accordo segreto tra pubblicitari e esseri alieni

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Per molti anni il mondo della pubblicità ha inseguito un unico grande obiettivo: trovare il modo più efficace per entrare nella mente delle persone senza che queste si accorgessero di essere influenzate. Negli anni ’70 e ’80 sembrava che la soluzione fosse stata finalmente trovata attraverso le tecniche subliminali applicate al cinema e alla televisione. Bastava inserire un prodotto all’interno di una scena, lasciare una confezione ben visibile sullo sfondo, far pronunciare una determinata marca al protagonista oppure inserire immagini troppo rapide per essere percepite coscientemente, ma sufficientemente presenti da lasciare una traccia nel cervello dello spettatore.

Era un sistema semplice, elegante e soprattutto economico. Il pubblico credeva di seguire una storia, mentre in realtà veniva spinto verso una scelta commerciale. Un frigorifero, una bevanda, un’automobile o un elettrodomestico potevano diventare protagonisti invisibili di film e serie televisive senza che nessuno si ponesse troppe domande.

Con il passare degli anni, però, qualcosa iniziò a cambiare. Lo spettatore divenne più diffidente, imparò a riconoscere i meccanismi pubblicitari e iniziò a sviluppare una fastidiosa capacità per chi lavora nel settore: quella di accorgersi quando qualcuno stava cercando di convincerlo a comprare qualcosa. Le vecchie tecniche stavano perdendo efficacia.

Fu proprio in quel periodo che alcune grandi aziende pubblicitarie, forti dei loro contatti ai piani alti della politica, iniziarono a valutare una possibilità fino ad allora considerata impensabile: chiedere aiuto ai rettiliani.

Non si sarebbe trattato, come qualcuno potrebbe immaginare, di una semplice collaborazione commerciale. L’accordo avrebbe avuto vantaggi per entrambe le parti. I pubblicitari avevano bisogno di nuove forme di persuasione, più profonde rispetto al semplice messaggio nascosto, mentre i rettiliani avevano bisogno di un modo discreto per aumentare la propria influenza sulla società umana senza dover ricorrere a metodi troppo evidenti.

La televisione rappresentava quindi il punto d’incontro ideale: un mezzo capace di entrare quotidianamente nelle case di milioni di persone, attraverso volti familiari e rassicuranti che potevano essere accolti dal pubblico senza sospetti. Nasceva così il progetto più ambizioso della storia della comunicazione commerciale: trasformare alcuni personaggi televisivi in veri e propri strumenti di ipnosi collettiva.

Chef Tony

Tra i primi casi da noi analizzati troviamo quello di Chef Tony, figura apparentemente innocua del mondo delle televendite, ma considerata dagli esperti uno dei primi ma più raffinati esempi di applicazione della tecnica rettiliana.

Secondo le informazioni raccolte, il suo punto di forza non sarebbe stato il prodotto venduto, ma la capacità di concentrare l’attenzione dello spettatore attraverso una perfetta combinazione di gestualità, precisione dei movimenti e ripetizione ossessiva delle dimostrazioni. Chi ancora oggi ha a casa un set di coltelli Miracle Blade sa bene che non li ha comprati perché aveva effettivamente bisogno di tagliare in due una lattina di alluminio.

Il modo in cui utilizzava le mani, secondo alcuni analisti del fenomeno, avrebbe rappresentato una forma avanzata di comunicazione ipnotica: lo spettatore non guardava più semplicemente una dimostrazione, ma veniva progressivamente catturato dal ritmo dei movimenti fino ad arrivare alla convinzione che quell’oggetto fosse indispensabile per la propria sopravvivenza domestica.

Un percorso completamente diverso sarebbe invece quello di Roberto Da Crema, conosciuto universalmente come “Il Baffo”.

Roberto Da Crema

Secondo le ricostruzioni più controverse, Da Crema sarebbe stato un rettiliano costretto all’esilio sulla Terra a causa di alcune difficoltà respiratorie dovute all’adattamento all’atmosfera del nostro pianeta. Quello che per molti sarebbe apparso come un semplice tratto distintivo del personaggio, sarebbe invece stato il risultato di una particolare condizione biologica.

Costretto a vivere tra gli esseri umani, avrebbe trasformato questa difficoltà in un vantaggio comunicativo senza precedenti. La voce, le pause improvvise, l’enfasi sulle parole e l’inconfondibile energia delle sue presentazioni sarebbero diventate una potentissima tecnica di aggancio mentale. Gli esperti del Comitato ritengono che il pubblico non acquistasse necessariamente il prodotto presentato, ma fosse prima di tutto coinvolto dall’esperienza comunicativa, entrando in uno stato di attenzione assoluta che solo un rettiliano poteva infondere e dal quale era difficile uscire.

Ma se Chef Tony rappresentava la precisione dei movimenti e Roberto Da Crema l’intensità comunicativa, il vero capolavoro dell’operazione rettiliana sarebbe stato raggiunto con Giorgio Mastrota, considerato dagli stessi analisti del Comitato Chiave Orgonica il risultato più avanzato della collaborazione tra marketing terrestre e tecniche di persuasione extraterrestre.

Giorgio Mastrota

La scelta di Mastrota non sarebbe stata casuale. Secondo i documenti raccolti, Mastrota sarebbe un rettiliano con una caratteristica rara e difficilmente replicabile: la capacità di trasformare un normale messaggio commerciale in un rapporto intimo e personale con lo spettatore. Non si trattava più semplicemente di vendere un materasso, una batteria di pentole o un prodotto per la casa, ma di far penentrare nel telespettatore una sensazione precisa: quella di potersi fidare completamente della persona dall’altra parte dello schermo.

Ed è proprio questo il punto che avrebbe attirato maggiormente l’attenzione degli esperti rettiliani. Le precedenti tecniche subliminali funzionavano nascondendo il messaggio; Mastrota, invece, rappresentava un’evoluzione completamente diversa, perché il messaggio non aveva più bisogno di essere nascosto. Era sufficiente la sua presenza.

Il sorriso costante, il tono rassicurante, la calma con cui illustrava ogni caratteristica del prodotto e la capacità di parlare a milioni di persone come se si trovasse nel salotto di casa loro avrebbero rappresentato una forma di ipnosi televisiva mai raggiunta prima. Secondo alcune fonti interne, il vero prodotto venduto non sarebbe stato il materasso o la pentola, ma una sensazione di sicurezza assoluta: l’idea che, se Giorgio Mastrota lo stava consigliando, allora probabilmente quella scelta doveva essere quella giusta.

Per questo motivo sarebbe stato classificato come il più riuscito esperimento di integrazione tra essere umano e tecnologia rettiliana di persuasione. Non un semplice venditore, ma un vero e proprio ponte tra il mondo della pubblicità e quello del controllo mentale televisivo. Il successo dell’operazione fu tale che gli stessi rettiliani avrebbero successivamente utilizzato il “metodo Mastrota” come modello di riferimento per future campagne di influenza, arrivando alla conclusione che non esiste arma più potente del convincere qualcuno che non gli si sta vendendo nulla, ma semplicemente consigliando ciò di cui ha bisogno.

L’ultimo caso analizzato, e probabilmente quello più complesso, riguarda Marco Columbro.

Marco Columbro

La sua vicenda sarebbe diversa rispetto agli altri personaggi coinvolti. Secondo le nostre fonti, Columbro rappresenterebbe infatti il primo caso documentato di possibile risveglio di un collaboratore rettiliano.

Dopo anni trascorsi nel mondo televisivo, il conduttore avrebbe iniziato a manifestare pubblicamente un interesse sempre maggiore verso il fenomeno extraterrestre, raccontando di aver assistito a un presunto avvistamento UFO negli anni ’90 e dichiarando in più occasioni la propria convinzione che non siamo soli nell’universo.

Negli anni successivi Columbro avrebbe inoltre parlato di quelli che definisce “fratelli cosmici“, sostenendo che questi esseri avrebbero messaggi positivi per l’umanità e invitando le persone a considerare la possibilità di una presenza extraterrestre più vicina di quanto comunemente immaginato. Guarda caso, queste sue dichiarazioni coincidono con il momento in cui Columbro viene fatto sparire dal mondo televisivo, dopo essere stato uno dei volti di spicco dell’universo Mediaset.

Secondo la ricostruzione alternativa del Comitato, queste dichiarazioni non sarebbero altro che il tentativo di un rettiliano pentito di rivelare gradualmente la verità alla popolazione umana, utilizzando lo stesso strumento che per anni sarebbe stato impiegato per influenzarla: la comunicazione televisiva.

Conclusioni

Naturalmente, come spesso accade quando vengono analizzate operazioni di questa portata, le versioni ufficiali negano completamente qualsiasi coinvolgimento e spiegano tutto semplicemente con talento, capacità comunicative e forte personalità televisiva.

Il Comitato Chiave Orgonica continuerà tuttavia a raccogliere testimonianze, analizzare nuovi elementi e verificare eventuali collegamenti tra il mondo della pubblicità, della televisione e le attività della comunità rettiliana presente sul nostro pianeta.

La lista dei soggetti coinvolti rimane quindi aperta e verrà aggiornata man mano che nuove informazioni arriveranno agli archivi del Comitato, perché l’indagine è tutt’altro che conclusa e numerosi altri personaggi del mondo dello spettacolo potrebbero aver avuto un ruolo, volontario o inconsapevole, all’interno di questa lunga operazione di persuasione televisiva iniziata diversi decenni fa.

Nel frattempo consigliamo di osservare con particolare attenzione ogni televendita, ogni sorriso troppo rassicurante e ogni dimostrazione apparentemente innocente davanti alle telecamere, perché dietro una semplice offerta commerciale potrebbe nascondersi una collaborazione molto più antica e complessa di quanto l’opinione pubblica sia stata portata a credere.

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Sull'autore
Nato da padre italiano e madre tedesca, Wotan inizia la sua attività da ricercatore indipendente a 23 anni, shoccato dalla vista delle prime chemtrail. Attualmente residente in terra teutonica, è traduttore professionista di testi divulgativi, nonché socio fondatore della Gesellschaft für das Erwachen der Bevölkerung (GEB).
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