Premetto che non sono un appassionato di sport, almeno non quello professionistico: è per me assurdo che uno sportivo, per quanto bravo, guadagni le cifre assurde che guadagnano, ad esempio, i calciatori. D’altro canto, ho imparato mio malgrado ad accettare di vivere in un mondo in cui le cose vanno spesso come non dovrebbero. Nonostante questo, ho deciso di prendermi un po’ di giorni per approfondire, documentare e portare a galla tutte le contraddizioni legate a questo mondo malato.
Tutti sappiamo qual è il giro d’affari legato al mondo del calcio. Una piccola ricerca personale è bastata per quantificare (a grandi linee) il volume di denaro mosso dallo “sport” per eccellenza: ben 16,4 miliardi di euro all’anno legati alle scommesse, e più di 12 miliardi di euro all’anno di fatturato delle varie società (dati riferiti al 2004/2005. Informazioni sulle annate più recenti non sono ancora state rese disponibili ma si ipotizza un incremento del 15/20%). Non sarebbe meglio utilizzare questi soldi per la VERA ricerca scientifica, per la lotta alla discriminazione specista o per risolvere i conflitti e problemi di mancanza di cibo e acqua che affliggono il 60% della popolazione mondiale? Evidentemente no. Risulta chiaro capire come chi ci governa, e non parlo dei fantocci che siedono in parlamento, ma di chi detiene il vero potere, sia molto più interessato ad amministrare per i propri scopi quest’enorme mole di denaro. Siamo davvero convinti che il Nuovo Ordine, (o come vogliamo chiamare la casta che muove i fili di questo teatrino di marionette che chiamiamo mondo) possa permettersi di lasciare il destino di questi capitali al caso?
Guardacaso, per chi non è cosi miope, è facile notare le molte incongruenze nelle leggi che governano il mondo del pallone. E’ facile trovare infatti società indebitate fino al collo, che anziché fallire vengono misteriosamente salvate dalle banche per tutelare chissà quali interessi (Real Madrid e Barcellona); oppure società che utilizzano gli atleti come banco di prova per le più bieche sperimentazioni di sostanze dopanti (si pensi agli scandali del doping recentemente venuti a galla, e poi insabbiati, sempre in Spagna: cercate notizie sul “dottor Fuentes”…. Evitate Google però); società legate alla lobby ebraica/massonica (Tottenham Spurs) ed altre legate a realtà industriali importantissime a livello internazionale (Internazionale Milano con Pirelli, la vecchia Juventus con la FIAT, il Milan di Berlusconi, eccetera). A parere di chi scrive tutto ciò è sintomo di un mondo ipertrofico e malato, dove gli interessi dei massoni e dei banchieri dominano tutto e tutti. Ovviamente, per esercitare il controllo servono degli strumenti efficienti: pensiamo per esempio all’arbitro. Colui il quale, con una sua decisione, può far vincere una squadra o l’altra, muovendo milioni di € di capitali… prima era uno solo, per un totale di 3, se si contano i due collaboratori. Adesso, per aumentare il controllo sul risultato delle “partite” (anche se io li chiamerei spettacoli, visto che hanno una componente aleatoria simile ad uno spettacolo teatrale provato e riprovato) sono addirittura raddoppiati: impossibile che anche un solo episodio di gioco non sia approvato, ed indirizzato, da chi gestisce tutto. Poi, ovviamente, le televisioni. Con sapienti manomissioni e immagini rallentate o velocizzate, è possibile convincere l’ignaro telespettatore di aver visto qualcosa di diverso da ciò che è accaduto sul campo.
E’ curioso poi notare come le vittorie delle squadre di calcio seguano un andamento “ciclico” esattamente come tutti i fenomeni storico/politici della terra. Non so se ve ne siete accorti, ma il calcio tedesco, che non è mai stato ai vertici mondiali, è diventato da qualche tempo a questa parte, il più importante…. C’entrerà qualcosa con il nuovo ordine europeo Merkel-centrista che si è andato delineando negli ultimi anni? Chi lo sa. Io so solo che, in un sistema sano, (ad esempio quando si gioca a carte o a bocce tra amici) su 4 partecipanti, le vittorie si distribuiscono in maniera abbastanza omogenea: si, c’è una componente di bravura che porterà un giocatore a vincere più di un altro, ma in maniera meno eclatante di ciò che accade per le squadre di calcio. Possibile che le squadre più “competitive” e che finiscono poi per vincere siano sempre le stesse, e sempre quelle che rappresentano i paesi politicamente più importanti del momento? Oppure che ciclicamente, tornino a vincere sempre le stesse squadre, rappresentanti guardacaso le lobby più facoltose del pianeta? Non a caso, l’Italia non vince da tempo: le ultime vittorie, come quella del mondiale 2006, risalgono al periodo in cui le redini del paese erano in mano ad un certo Berlusconi…
A buon intenditor poche parole: personalmente non ho mai seguito calcio e mai lo seguirò, ed invito tutti a fare altrettanto, cosicché il giro d’affari continui a ridursi fino a rendere questo “sport” sempre meno importante. Il calcio, e tutto ciò che vi gravita intorno, è, a mio parere, solo uno dei tanti strumenti che utilizzano i potenti per tenere sotto controllo le masse e gestire i propri sconfintati interessi economici e finanziari.