Dopo numerose richieste da parte vostra, intense ricerche, segnalazioni e l’enorme apporto datoci dal nostro Peppe Pluton siamo riusciti a comporre questa utile guida. Lo scopo è fornire strumenti utili per riconoscere con facilità un rettiliano.
Prima di iniziare però ci teniamo a fare qualche piccola premessa e chiarimento.

A chi è indirizzata questa guida? A chiunque voglia verificare personalmente le cose.
Sono infatti molti i sospetti sulla doppia identità di personaggi noti, o addirittura persone normalissime, che però adottano comportamenti strani e prendono posizioni ambigue.
Grazie alle nostre indicazioni, anche il più scettico in merito vedrà vacillare le proprie certezze, trovando parecchie conferme, e constatando tutto di persona.
Per rendere la fruizione della guida più immediata la divideremo in diversi capitoli.
La parte iniziale illustrerà come smascherarli tramite l’aspetto fisico, successivamente parleremo di come farlo dal loro comportamento e in conclusione troverete qualche utile test da fare al sospettato.
Aspetto fisico
Ad un occhio non abituato i rettiliani appaiono in tutto e per tutto come dei normali esseri umani. Grazie alla loro tecnologia e ai loro poteri mentali, tramite i quali sfruttano il nostro limitatore, è molto semplice per loro mimetizzarsi.
Basta, però, aprire la nostra mente alla possibilità che esistano (a quanto pare per via del limitatore qualcuno non ne ha la capacità) per spezzare l’incantesimo, notando così i piccoli particolari che contraddistinguono i draconiani.
Il dettaglio più inconfutabile è senz’altro la membrana x, che copre i loro occhi mascherandoli da occhi umani. Tale membrana copre quasi tutto l’occhio, ad eccezion fatta della parte centrale nera, che è ben visibile quando assume la forma di X, V o Y, dovuta al movimento della membrana.
A tal proposito, per aiutarvi a riconoscere un rettiliano, vi consigliamo vivamente di visionare il seguente video.
Oltre alla membrana vi è la strana forma che assume la loro lingua quando cantano o parlano ad alta voce.
La lingua rettiliana è biforcuta e più lunga di quella umana e per mascherare tale caratteristica sono costretti ad arrotolarla. A differenza della nostra, la loro lingua è più sottile e tale manovra risulta agevolata.

I draconiani per mezzo della telepatia riescono a leggere la mente umana e ad ingannarla, risultando difficili da individuare alla vista se si ha a che fare direttamente con loro.
Le cose cambiano se sono impegnati con qualcun altro, o se comunque stanno facendo qualcosa e non temono per la loro copertura.
I loro poteri mentali non hanno effetto sulle apparecchiature elettroniche, per questo molte prove sulla loro identità arrivano da filmati o fotografie.
È da considerare che spesso riescono a far applicare ritocchi, soprattutto se si tratta di immagini o video di dominio pubblico. Ricordiamo che hanno il totale controllo sulla televisione e sulla stampa.
I rettiliani infiltrati nel mondo dello spettacolo odiano i fotografi. Per difendersi da possibili scatti compromettenti indossano occhiali da sole e non aprono la bocca alle domande dei giornalisti. Inoltre i flash delle macchine fotografiche in alcuni casi possono inibire la loro membrana x, scoprendo il vero bulbo oculare totalmente nero.

A volte può capitare che il loro costume perda di aderenza dando alla loro pelle uno strano effetto “palloncino sgonfio”.
Ci sono testimonianze di persone che hanno assistito a lacerazioni della pelle finta, dalle quali erano ben visibili squame di colore verde scuro, come di coccodrillo. Anche misteriose smagliature sulla pelle possono rappresentare una prova, soprattutto se notate che tali smagliature non sono più presenti in un secondo momento.
Quando ai rettiliani capitano spiacevoli inconvenienti col costume, i giornali e le televisioni insabbiano la questione attribuendola a interventi estetici venuti male o a inestetismi. Guai a sollevare dubbi pubblicamente, verrete accusati di sessismo.
Comportamento con gli umani
Abili nel travestimento, i rettiliani sono invece carenti in interpretazione.
Per via della loro indole dominante difficilmente si abbassano al livello degli esseri umani e per orgoglio preservano comportamenti tipici della loro razza.
Tornando al discorso dei fotografi, non è affatto raro che un rettiliano arrivi alle mani se infastidito da uno di questi. Sono molti i fotografi che testimoniano di essere stati aggrediti con una rabbia e forza “disumana” per qualche scatto di troppo.
In Canada, una decina di anni fa, venne ritrovato il cadavere di un paparazzo quasi completamente sbranato. La sua uccisione venne imputata a qualche animale, che la polizia non fu mai in grado di identificare dai segni dei morsi.
Comportamento a tavola

C’è un modo di dire molto noto che recita “il carattere di una persona lo si vede a tavola“. Questo detto dimostra quanto la saggezza popolare possa ancora oggi offrire spunti di riflessione utili.
Se notate in qualcuno uno strano modo di mangiare, predilizione per la carne, soprattutto se al sangue e masticazione carente, potrebbe trattarsi di un rettiliano.
Benché provenienti da un altro pianeta, essi hanno oltre all’aspetto anche un’anatomia molto simile ai nostri rettili. Come loro, ingoiano il cibo intero, e la masticazione è giusto un’abitudine acquisita sulla terra per dissimulare la loro origine.
Preferenze climatiche
Un altro segnale sulla loro vera identità ci arriva grazie al clima terrestre, molto mutevole rispetto al clima del loro pianeta.
I rettiliani in genere soffrono molto i climi freddi, quindi d’inverno si coprono molto, tranne ovviamente quando possono usufruire delle loro speciali tute riscaldate.
Tali indumenti, però, sono inadatti per stare a contatto con gli umani in quanto emettono calore e soprattutto radiazioni facilmente misurabili con delle apparecchiature di base. Di contro invece, d’estate tendono a vestirsi il meno possibile, esponendo al sole più superfice corporea possibile. Non a caso molte persone dello spettacolo vanno praticamente in giro nude quando fa caldo.
I rettiliani più potenti possiedono addirittura intere isole in luoghi tropicali, sulle quali possono prendere il sole totalmente nudi, senza il costume da umano.
È risputo che uno dei tanti obiettivi delle scie chimiche e della geoingegneria è il riscaldamento globale, allo scopo di rendere il nostro pianeta un luogo adatto alla proliferazione della specie draconiana.
Appetiti sessuali rettiliani

Degne di nota sono le abitudini sessuali dei rettiliani, tramite le quali sono facilmente riconoscibili. A questo proposito dobbiamo ringraziare l’enorme contributo di Peppe Pluton, che da ragazzo ha subito violenze dal rettiliano conosciuto come Solange, in vacanza in Sardegna.
I rettiliani non provano desiderio sessuale nei confronti degli umani, non sono infatti in grado di procreare con loro. Tuttavia provano un innato piacere nel sodomizzarli e sottometterli.
Stando alle testimonianze di Peppe, loro non fanno distinzione tra uomo e donna, a loro interessa dominare l’essere umano mediante i suoi sensi, procurandogli dolore e sollazzo.
Praticando questa perversa pratica sessuale riescono a raggiungere un tipo di orgasmo non implicabile al sesso, che gli viene procurato da due ghiandole collocate sotto la lingua.

Sono dotati di genitali quasi simili a quelli umani. I maschi e gli ermafroditi possiedono un pene retrattile che, a differenza di quello umano, è perennemente eretto.
Anch’essi hanno un’eiaculazione, ma questa non è legata all’orgasmo sessuale e può essere controllata a loro piacimento. Anche le femmine sono dotate di un organo simile a un pene, che però in genere non utilizzano per la penetrazione.
Testimonianze raccolte e confrontate hanno rivelato che i rettiliani, grazie alla loro particolare lingua, sono inconfondibili maestri nelle pratiche di sesso orale.
Purtroppo, a causa dei loro poteri psichici, che governano la nostra percezione tramite il limitatore della realtà, è quasi impossibile rendersi conto di essere a letto con un extraterrestre.
Uno dei segni che può indicare un rapporto sessuale con un rettiliano è il senso di confusione e l’incapacità di ricordare i dettagli dell’incontro.
Riconoscere un rettiliano con dei test
I test che stiamo per elencarvi sono frutto di ricerche in rete, segnalazioni e esperienze personali di Peppe. Non possiamo garantirvi la loro efficazia al 100% in quanto non abbiamo avuto modo di fare sufficienti prove, ma possono esservi senz’altro di aiuto per riconoscere un rettiliano.
Se siete a conoscenza di altri test fatecelo sapere tramite la nostra pagina Facebook.
Il metodo che sembra dare i risultati migliori è quello pensato dall’avvocato californiano George Stobbart, che consiste in una semplice stretta di mano e un pò di aceto di mele. Cospargetevi la mano destra (quella che si porge) per bene con l’aceto, dopo circa un minuto asciugatela senza risciacquarla e successivamente stringete la mano al sospettato. Se dopo la stretta la vostra mano avrà un odore tendente allo zolfo si tratta probabilmente di un rettiloide. Il cambio di odore viene causato da una reazione chimica dell’aceto con il sebo sintetico sulla finta pelle umana.
Stobbart raccomanda di liberare la mente e di non pensare a ciò che si sta facendo, poiché i rettiliani possono leggervi i pensieri rifiutando di stringervi la mano. L’ideale sarebbe indossare un elmetto in alluminio sotto ad un cappello per tutta la durata di questo test.
Utilizzando un rilevatore di radiazioni elettromagnetiche è possibile accorgersi dell’identità rettiloide di una persona molto facilmente. Infatti passando lo strumento nei pressi di un rettiliano è possibile rilevare picchi anomali di radiazioni. Purtroppo tale metodo è molto appariscente, e se un rettiliano si accorge che nelle sue vicinanze c’è un dispositivo in grado di rilevare le radiazioni corporee ne può inibire il funzionamento attivando il WiFi sul proprio smartphone. Stando ad alcune recenti teorie, il sempre più diffuso utilizzo del WiFi serve a mascherare l’aura radioattiva rettiliana, oltre a friggerci il cervello, ovviamente.
L’ultimo test che siamo riusciti a trovare consiste nell’offrire al presunto rettiliano una gomma da masticare, meglio se alla menta, dal sapore rinfrescante. Come scritto in precedenza in questa guida, i rettiliani non sono abituati a masticare, tenderanno quindi a masticare poco il chewingum, a succhiarlo, sputarlo subito o addirittura ingoiarlo. Un’ulteriore prova arriva se il sospetto sciacqua la bocca se si è trattato di una goma da masticare che lascia una sensazione di freddo in bocca, cosa sgradevole per i draconiani.
Conclusioni
Siamo consapevoli che quanto appreso da questa guida può risultare sconvolgente e difficile da credere.
Il nostro consiglio è di aprire la mente e, per gioco, provare a riconoscere un rettiliano grazie ai nostri consigli. Sicuramente provare non costa nulla, e chissà se come capitato a noi, il mondo vi apparirà tutto più chiaro e sotto una luce diversa.