Mentre le Olimpiadi Invernali si avviano alla conclusione e l’attenzione mediatica resta concentrata sulle performance sportive, abbiamo scelto di spostare lo sguardo su un elemento apparentemente neutro: la neve.
Il campione analizzato è stato prelevato a Cortina d’Ampezzo e sottoposto a un semplice test termico documentato integralmente nel video. In una prima fase, l’esposizione alla fiamma non ha prodotto il gocciolamento immediato che molti si aspetterebbero. La massa ha mantenuto coesione strutturale, con una riduzione volumetrica minima e assenza di colatura visibile.
Successivamente, modificando l’inclinazione del campione – intervenendo cioè sull’assetto cristallologico rispetto all’incidenza della fonte termica – si è osservato un annerimento superficiale progressivo. La colorazione scura, localizzata nella zona di contatto con la fiamma, ha generato interrogativi sulla natura del fenomeno: presenza di particolato con comportamento differente rispetto al ghiaccio puro?
Parallelamente, sono state raccolte immagini di veicoli ricoperti da accumuli nevosi giudicati “anomali” da alcuni osservatori, per compattezza e persistenza. Elementi che, isolati, possono avere spiegazioni fisico-chimiche convenzionali, ma che nel loro insieme meritano un’analisi più sistematica.
Il campione è stato quindi sigillato, catalogato e preparato per l’invio a laboratori indipendenti, dove verranno effettuate analisi di composizione elementare e valutazioni spettrometriche.
Al di là delle interpretazioni, resta un dato: fenomeni apparentemente semplici possono produrre reazioni inattese se osservati fuori dal contesto abituale. Il video documenta ogni fase del processo. Gli eventuali sviluppi saranno resi pubblici non appena disponibili.
