Siamo tutti in pericolo, noi ricercatori indipendenti, ci stanno colpendo direttamente nelle nostre case mediante armi non convenzionali, soniche o a microonde.
Il LORO obiettivo? Rendere tutti i ricercatori indipendenti stupidi e innocui provocando la sindrome dell’Avana.
L’introduzione di questo articolo può sembrare la trama di un film di spionaggio, ma invece è la triste realtà!
Purtroppo, la comunità di ricercatori indipendenti si è resa conto troppo tardi di essere stata presa di mira con armi invisibili, non convenzionali e che tuttora non siamo bene in grado di identificare.
La questione è abbastanza complessa ma cercheremo di trattarla in maniera accessibile procedento con ordine.
Cos’è la sindrome dell’Avana
Citando Wikipedia:
Per sindrome dell’Avana si intende una tipologia di malesseri insorti nel 2016 in alcuni membri del personale dell’ambasciata statunitense presso L’Avana. Episodi simili sono successivamente stati segnalati dal personale dell’ambasciata canadese nella capitale cubana, nonché da quello di diverse sedi diplomatiche statunitensi sparse per il mondo, tra cui Guangzhou, Berlino e Vienna.
Le persone affette hanno riferito sintomi tra cui vertigini, mal di testa, stanchezza, nausea, ansietà, alterazioni sensoriali (tra cui deficit all’udito) e perdite di memoria.
Nel corso del tempo sono state avanzate più ipotesi sulle cause di questo fenomeno, compreso l’impiego di armi neurologiche, armi a microonde e soniche da parte di governi stranieri, ma l’eziologia non è stata ancora chiarita.
Wikipedia
Quanto sopra riporta a grandi linee la sindrome, che nel caso che stiamo trattando ha avuto un focus sui sintomi neurologici, causando oltre a perdita della memoria anche uno stato di vera e propria demenza indotta.
Tutto inizia nel 2017
Correva l’anno 2017, per la precisione la prima metà, e noi del CCO come sempre svolgevamo il nostro lavoro di divulgazione in tranquillità quando iniziammo ad accusare i primi sintomi di questo male. Il primo ad essere stato preso di mira fu Prometeo, probabilmente a causa del suo lavoro da giornalista che lo rende più esposto riespetto agli altri. Ricordo che a metà marzo ci confrontammo tutti riguardo alla correlazione tra pioggia e densità di nuvole chimiche nel cielo e lui scherzando come suo solito ci disse che stafa diventando vecchio perché non ricordava più le credenziali del nostro spazio cloud indipendente. Poco dopo iniziò a farsi sentire sempre meno, fino a scomparire totalmente dai radar.
Preoccupati per l’andazzo della faccenda io e Wotan decidemmo di andarlo a trovare fisicamente. Ciò che ci attendeva era un uomo confuso, trasandato e che a stento ricordava degli ultimi reportage a cui stava lavorando, e ha motivato la sua scomparsa con la perdita del pin del cellulare.
Purtroppo, probabilmente, Prometeo era solo un’esca per farci uscire allo scoperto e poi colpirci. Di lì a poco iniziammo anche noi ad avvertire sintomi analoghi, notando ronzii notturni e strane vibrazioni.
All’epoca nessuno sapeva ancora nulla della sindrome dell’Avana ma subito ci rendemmo conto che era in atto qualcosa e che la causa fossero le scie chimiche o le onde ELF poco importava, bisognava agire in fretta.
Prendemmo la triste decisione di staccare la spina e avvisammo gli altri membri del comitato di cessare ogni attività di divulgazione online e mantenere un profilo basso. Io e Wotan ci recammo in località distinte (che devono restare segrete), in mezzo al nulla e lontani da ogni fonte elettromagnetica. Questa scelta fortuita si rivelò efficace.
In sintesi dunque sono queste le motivazioni per cui il Comitato Chiave Orgonica è stato lontano dai riflettori per ben 7 anni senza preavviso.
Le conseguenze
Se la fortuna, o la divina provvidenza, ha salvato gran parte del nostro team, non è stato lo stesso per il resto della comunità italiana di informazione consapevole.
Lontani dai riflettori e dalla rete, la nostra percezione di ciò che accadeva era frammentaria. Ma a febbraio di quest’anno, quando finalmente i tempi erano maturi, il CCO si è ricomposto e abbiamo avuto tutti una bella doccia fredda.

Gli attivisti storici erano solo un ricordo. Tra scomparsi, convertiti a teorie bislacche come la terra piatta o resi verbalmente aggressivi per poi essere denunciati e infine messi a tacere dei poteri forti, la nostra comunità ha subito un’ecatombe che ha portato alla scomparsa della ricerca indipendente di qualità in Italia.
E dalle ceneri del passato il CCO ha deciso di risorgere per tornare a divulgare le verità nascoste, con rinnovata forza e motivazione!
La sindrome dell’Avana ha colpito molti nomi noti del settore, causando loro demenza, perdita della memoria e di credibilità, alopecia e un’aggressività verso il prossimo che era agli antipodi dei valori di rispetto reciproco e tolleranza che da sempre avevano caratterizzato l’ambiente della ricerca indipendente.Li hanno resi tutti vulnerabili e incapaci di discernere, trasformandoli in facili bersagli da eliminare.
Come ne siamo usciti
Ci sono voluti anni di ricerca e abnegazione ma alla fine con l’aiuto del nostro responsabile informatico Arturo Falliretti siamo riusciti a sviluppare un dispositivo a energia orgonica in grado di neutralizzare gli effetti delle armi non convenzionali adottate (che ad oggi non siamo riusciti ad identificare).
Il dispositivo in questione è un po’ rumoroso ma posto sotto al letto ci ha permesso di arrivare fino ad oggi sani e lucidi, abbastanza da scrivere la nostra testimonianza.
Riguardo al povero Prometeo, grazie agli studi condotti da Maya è riuscito a recuperare gran parte delle sue capacità cognitive, anche se la strada per la totale riabilitazione è ancora lunga. L’urinoterapia combinata all’arte perduta della petopatia ha fatto miracoli.
Attualmente per motivi di sicurezza non possiamo divulgare gli schemi di costruzione del dispositivo orgonico, come anche la terapia riabilitativa ideata da Maya. Contiamo di divulgare tutto, in forma libera e gratuita, appena i tempi saranno maturi.
Nell’istante in cui scrivo ci risulta che gli attacchi sono sensibilmente diminuiti, probabilmente perché il danno ormai è fatto.