Misteri

Giggione, il mostro del Lago Patria

4 Min. di lettura

Lago Patria, da sempre uno dei luoghi più suggestivi d’Italia e patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1994, è un luogo incantato le cui profonde acque hanno ispirato poeti e pittori. Ricco di miti e leggende dalle origini ancestrali, rappresenta una perla d’acqua partenopea.

Prima di raccontarvi del mostro e della mia personalissima esperienza, sono necessarie alcune premesse sulle origini di questo affascinante lago. La sua formazione è avvolta nel mistero: non compare infatti nelle prime mappe del luogo, risalenti a oltre 3000 anni fa, e la sua morfologia appare anomala e innaturale per un lago. Approfondendo la ricerca e scavando nel passato, mi sono imbattuto in un’antica leggenda legata a una tribù autoctona locale, che mi ha lasciato alquanto interdetto.

anunnaki grande uccello
Anunnaki

Secondo la leggenda, la formazione del Lago Patria sarebbe attribuibile al cratere lasciato dalla caduta di un disco luminescente precipitato dal cielo. Questo disco si aprì, rivelando sette esseri dall’aura brillante, i quali si stabilirono tra i membri della tribù locale, trasmettendo loro conoscenze astronomiche e fisiche che, ancora oggi, superano in complessità molte scoperte moderne.
Dopo un periodo imprecisato, questi visitatori celesti ripartirono verso le stelle, e il profondo cratere lasciato dal loro velivolo si riempì d’acqua, formando l’attuale bacino. Sorprendentemente, la descrizione di questi esseri ricorda da vicino i noti Anunnaki, e non è un caso che l’origine di questa leggenda coincida con un periodo di vicinanza tra la Terra e Nibiru.
Nel corso dei secoli, nelle profondità del Lago Patria sono stati rinvenuti strani manufatti, sorprendentemente simili a quelli egiziani. Un’altra curiosa analogia con l’Egitto è la presenza di piramidi nell’entroterra, tra cui spicca la celebre piramide di Caiazzo.
Da generazioni, le popolazioni locali raccontano di un essere grottesco e umanoide che emerge dalle acque nelle notti di luna nuova, emettendo verso il cielo strani lamenti. Secondo le antiche leggende, la sua comparsa risalirebbe al periodo successivo alla partenza degli Anunnaki per Nibiru. Che si tratti di una creatura lasciata da loro per sorvegliare il lago o nascondere segreti ancestrali?

Dopo il doveroso approfondimento su questo straordinario lago, procederò a parlarvi nel dettaglio della mia indagine e di ciò che ho scoperto sulla mia pelle.
A catturare la mia attenzione per la prima volta fu la segnalazione di due studentesse aggredite da una strana creatura, descritta come un incrocio tra un essere umano e un bradipo. L’episodio avvenne nel cuore della notte, mentre le ragazze tornavano da una discoteca. Fortunatamente, riuscirono a fuggire illese, ma una di loro fu derubata della borsetta contenente i suoi effetti personali.
All’epoca (era il 2007), i giornali locali dedicarono poco spazio alla vicenda. Io, invece, rimasi colpito dalla descrizione inspiegabile della creatura. Iniziando a fare ricerche, mi imbattei nella storia mistica del lago e in numerose segnalazioni di un essere strano avvistato nel corso degli anni.
Stavano forse cercando di nascondere qualcosa di più grande? Ero sempre più convinto che qualcuno volesse insabbiare la questione, forse per il legame con la vicina base NATO situata nei pressi del Lago Patria.

Lago patria
La perla partenopea vista dall’alto

Mi recai sul posto per intervistare i residenti. Tuttavia, notai una sorta di omertà diffusa, e ben pochi furono disposti a rilasciarmi qualche dichiarazione. Alla fine, fu un senzatetto a svelarmi qualcosa di interessante: il “mostro” veniva chiamato Giggione e, a quanto pare, non era raro incontrarlo di notte sulle sponde del lago. Mi spiegò che, data la sua lentezza, non costituiva un vero pericolo.
L’uomo confermò anche i miei sospetti più inquietanti: i militari della zona esercitavano pressioni sulla popolazione locale affinché mantenesse certe indiscrezioni per sé.
Nei giorni successivi non ottenni altre informazioni utili, così decisi di passare all’azione e mettermi in prima linea. Mi appostai di notte sulle sponde del lago, sperando di cogliere un segnale che potesse provare l’esistenza di Giggione.
Al secondo giorno di appostamento accadde qualcosa che avrebbe cambiato per sempre la mia vita.
Erano circa le 2:15 quando udii strani suoni provenire dall’acqua. Poco dopo, questi si spostarono tra la fitta vegetazione. Rimasi pietrificato, ma con un misto di coraggio e incoscienza decisi di avvicinarmi. Un odore nauseabondo mi colpì, un fetore che ricordava le descrizioni raccapriccianti dei mostri nei racconti di Howard Phillips Lovecraft. Poi, nell’aria silenziosa della notte, udii distintamente un sibilo agghiacciante: “shhtrunzshh“.
Con mani tremanti imbracciai la torcia e la macchina fotografica, puntandole verso la fonte del suono. Ciò che si palesò davanti ai miei occhi superava ogni immaginazione, una visione che sfidava le leggi della natura e del buon senso.
La creatura era alta, circa 165 cm, con una peluria folta e intrisa di melma che copriva il volto. Il suo corpo mostrava squame sottili, simili a brandelli di stoffa, mentre le mani erano dotate di lunghe unghie ricurve, simili a quelle di un bradipo. La torcia rivelava dettagli inquietanti, e i flash della macchina fotografica sembravano infastidirla, mentre rimanevo paralizzato dall’orrore e dalla fascinazione di quel momento irreale.

Inaspettatamente, Giggione fece un rapido scatto e in un attimo mi fu addosso. La puzza insopportabile e lo spavento mi fecero quasi svenire.
Fortunatamente, la colluttazione durò solo pochi secondi: con uno scatto di adrenalina riuscii a liberarmi dalla sua morsa e a fuggire a gambe levate. Una volta raggiunto un posto sicuro e ripreso dallo shock, mi accorsi che il mostro doveva avermi sottratto la fotocamera durante lo scontro. Con orrore, scoprii che anche il mio portafoglio era sparito.
La mattina seguente tornai sul luogo per cercare il mio maltolto, ma di fotocamera e portafoglio non vi era traccia. Rimasi con la consapevolezza che non solo avevo perso le prove del mio avvistamento, ma che Giggione, oltre a essere una creatura inquietante, si era rivelato un abile borseggiatore.

mostro lago patria
Dettagliato schizzo di Giggione

Tornai a casa determinato a lavorare sull’articolo che avrebbe cambiato la mia vita, nonostante la mancanza di prove fotografiche. Fortunatamente, essere stato uno dei migliori studenti del liceo artistico mi permise di realizzare un dettagliato schizzo della creatura, cercando di immortalare ogni particolare che avevo impresso nella memoria.
Quando completai il mio lavoro, lo consegnai al mio capo. In un primo momento sembrò molto interessato, sfogliando il fascicolo con attenzione. Poi, improvvisamente, strabuzzò gli occhi, mi fissò incredulo e, con una freddezza glaciale, mi comunicò che potevo considerarmi licenziato.
Come se non bastasse, pochi giorni dopo ricevetti una comunicazione ufficiale: ero stato radiato dall’albo dei giornalisti. In quel momento capii che non era solo la mia carriera a essere in pericolo, ma che forse avevo toccato nervi troppo scoperti, legati a segreti che qualcuno voleva disperatamente mantenere sepolti.

Mi resi conto, a mie spese, che in gioco c’erano forze superiori, pronte a tutto pur di impedire che certe verità emergessero, arrivando persino a estromettermi in modo così drastico. I media, complici del silenzio imposto, insabbiarono il caso con una spiegazione ridicolmente banale: parlarono di un barbone ubriaco che da tempo vagava lungo le rive del lago.

Fu in quel momento che presi una decisione irrevocabile: avrei combattuto per far emergere la verità, costi quel che costi. Niente e nessuno mi avrebbe fermato nella mia missione di portare alla luce ciò che altri volevano tenere nascosto.

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Sull'autore
Con la laurea in giornalismo in tasca e forte di esperienze dirette con esseri non identificati, Prometeo ha intrapreso un'infaticabile ricerca della verità. Guidato da un'insaziabile curiosità e da un profondo senso di giustizia, si è trasformato in un pioniere dell'ignoto, svelando al mondo i segreti nascosti sotto la piramide di Caiazzo e affrontando le misteriose creature del Lago Patria.
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