Come sapete, negli ultimi giorni ha suscitato grande clamore uno studio dell’OMS che ha dichiarato le carni rosse cancerogene. Alcuni stati e associazioni di consumatori, a livello globale, stanno addirittura spingendo per bandirle dalla nostra alimentazione.
Perché? Alcuni sostengono che l’uomo non dovrebbe mangiare carne, altri affermano che gli allevamenti danneggiano l’ambiente a causa delle emissioni di gas serra (forse per coprire l’operato delle scie chimiche), e ci sono molte altre motivazioni. Ma una delle ragioni emergenti è una nuova tendenza: quella di promuovere il consumo di insetti. L’OMS e il NWO vogliono portarli sulle nostre tavole, sostenendo che siano più salutari, più economici da allevare e con un impatto ambientale minore.
Esistono già multinazionali che, da alcuni anni, allevano insetti per scopi alimentari, ma il mercato non ha mai davvero decollato. Quale occasione migliore, quindi, per dichiarare che la carne fa male? In questo modo, si potrebbe indurre una riduzione del consumo di carne, spingendo l’alternativa presentata come più “salutare”.
Ovviamente, tutto questo potrebbe essere visto come un “false flag” ideato per introdurre gli insetti nella nostra dieta, già ampiamente presenti nell’alimentazione di molti rettili terrestri e, naturalmente, dei rettiliani. Questo suggerirebbe che l’obiettivo sia ridurre la popolazione umana, favorendo l’ascesa dei rettiliani, che continuano a crescere in numero, e trasformare progressivamente il resto della popolazione in rettiliani.
Gli insetti, essendo fondamentali nella dieta dei rettili, potrebbero essere geneticamente modificati tramite DNA mitocondriale, il quale influirebbe sugli alleli del DNA umano, alterandoli. Questo processo potrebbe sostituire gradualmente gli alleli “umani” con quelli rettiliani, provocando una mutazione del DNA che porterebbe a una rapida evoluzione in questa direzione.
Questo fenomeno è già stato annunciato, e lo vediamo sempre più spesso nei media. Numerosi programmi televisivi, come quelli di Bear Grylls, stanno cercando di normalizzare l’idea di consumare insetti, stimolando la curiosità del pubblico. Questa non è altro che una prova di come si stia preparando il terreno per far accettare gradualmente questa realtà.